
Dal frutteto al barattolo: come nasce la Mela Annurca IGP che trovi in MELANNURCA
La Mela Annurca IGP (Indicazione Geografica Protetta) è una delle varietà di mela più antiche e riconoscibili d’Italia, coltivata da secoli nelle campagne della Campania. Il suo percorso, dalla pianta al prodotto finito, segue fasi precise e in gran parte tradizionali, che la rendono diversa da quasi tutte le altre mele europee. Capire questo percorso aiuta a capire perché scegliamo proprio questa varietà come base del nostro integratore MELANNURCA.
La raccolta: un frutto ancora “acerbo” nell’aspetto
A differenza della maggior parte delle mele, che restano sull’albero fino a completa maturazione cromatica, la Mela Annurca viene raccolta quando è ancora prevalentemente verde, con solo un accenno di rosso nella parte esposta al sole. Questo avviene perché la varietà Annurca ha una particolarità botanica: il picciolo è corto e il ramo fruttifero è debole, per cui il frutto, se lasciato troppo a lungo sulla pianta, rischierebbe di cadere prima di completare la colorazione naturale. Per questo motivo la tradizione agricola campana ha sviluppato, nel corso dei secoli, una fase di lavorazione successiva alla raccolta che non esiste per quasi nessun’altra mela: il cosiddetto “melaio”.
Il melaio: la maturazione a terra su lettiere di paglia
Dopo la raccolta, le mele Annurca vengono disposte a mano, una accanto all’altra, su lettiere di paglia o di materiale sintetico areato, chiamate melai, allestite all’ombra in frutteto o in locali areati. Qui i frutti restano per un periodo che può andare dalle due alle quattro settimane, durante il quale vengono periodicamente girati a mano affinché tutta la superficie esposta al sole possa sviluppare il tipico colore rosso acceso striato. È un’operazione lenta, che richiede manodopera specializzata e non è meccanizzabile su larga scala: uno dei motivi per cui la Mela Annurca resta un prodotto di nicchia rispetto alle grandi produzioni intensive di altre varietà.
Questa fase di riposo non è solo estetica: durante la permanenza sul melaio il frutto continua la propria maturazione fisiologica, consolidando la polpa compatta, croccante e a lento imbrunimento che caratterizza l’Annurca anche a distanza di giorni dal taglio, e concentrando gli zuccheri e i composti polifenolici tipici della buccia, sui quali si sono concentrati diversi studi scientifici, incluse le ricerche condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II richiamate nella pagina Gli Studi di questo sito.
Zona di produzione e disciplinare IGP
La denominazione “Mela Annurca Campana IGP” è riconosciuta a livello europeo e disciplina in modo puntuale l’area di coltivazione (le province di Napoli, Caserta, Avellino, Benevento e Salerno), le pratiche colturali ammesse, i parametri minimi di calibro e colore e, appunto, la fase di maturazione sul melaio come passaggio caratterizzante della filiera. Il disciplinare tutela così non solo il nome, ma anche il metodo produttivo tradizionale che rende l’Annurca diversa da qualunque altra mela in commercio.
Dalla mela fresca all’estratto per l’integratore MELANNURCA
Per il nostro integratore selezioniamo mele Annurca che hanno completato il ciclo di maturazione appena descritto, per poi avviarle alle successive fasi di lavorazione (lavaggio, selezione, estrazione ed essiccazione) necessarie a concentrare in ogni capsula i componenti della buccia e della polpa del frutto, mantenendo la tracciabilità della materia prima dal frutteto fino al prodotto finito. Per approfondire chi siamo e come lavoriamo puoi consultare la pagina Chi Siamo; per le domande più frequenti su produzione, uso e spedizione del prodotto trovi risposta nella pagina FAQ.
Perché questo processo conta per chi acquista l’integratore
Conoscere la filiera della Mela Annurca aiuta a capire perché continuiamo a scegliere questa varietà specifica, anziché una mela generica: la combinazione fra zona di coltivazione IGP, raccolta anticipata e maturazione controllata sul melaio è ciò che nel tempo ha reso l’Annurca un frutto oggetto di attenzione da parte della ricerca scientifica, oltre che un prodotto storico della tradizione agricola campana presente sulle tavole italiane da generazioni, come raccontiamo anche nella pagina Storia e Origini della Mela Annurca.