
La mela Annurca è una delle varietà di melo più antiche e caratteristiche dell’Italia meridionale, coltivata prevalentemente in Campania nelle province di Napoli, Caserta, Benevento e Avellino. Dal 2006 ha ottenuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) dall’Unione Europea, un marchio che ne certifica il legame indissolubile con il territorio d’origine e ne tutela i metodi di coltivazione tradizionali.
Un aspetto che distingue radicalmente questa mela da tutte le altre varietà è il “melaio”, una pratica agricola tradizionale unica al mondo: i frutti, ancora acerbi al momento della raccolta, vengono disposti su letti di paglia o fieno all’aperto, in filari ordinati, ed esposti al sole e all’aria per alcune settimane. Durante questo periodo i frutti vengono girati periodicamente a mano affinché tutta la superficie sviluppi la caratteristica colorazione rosso vivo striata di verde-giallo. Questo processo naturale di maturazione post-raccolta concentra gli zuccheri e i polifenoli nella polpa, contribuendo alla consistenza soda e croccante e al sapore agrodolce che rendono la mela Annurca inconfondibile.
Le origini di questa varietà sono antichissime: già Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, menzionava una mela coltivata nell’antica Campania chiamata “Mala Orcula”, dal nome del paese di Pozzuoli (Orcula, l’attuale area dei Campi Flegrei), da cui deriverebbe il nome “Annurca”. Testimonianze iconografiche di questo frutto sono state ritrovate anche negli affreschi della Casa dei Cervi a Ercolano, a conferma di una coltivazione che affonda le radici in epoca romana.
Sul piano nutrizionale e scientifico, la mela Annurca è stata oggetto negli anni di diversi studi condotti da enti di ricerca italiani, tra cui l’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ne hanno approfondito il contenuto di polifenoli (in particolare procianidine e flavonoidi) concentrati soprattutto nella buccia. Questi composti naturali sono al centro delle formulazioni della linea di integratori MELANNURCA, pensati per valorizzare le caratteristiche di questa materia prima tipica del territorio campano. Per un approfondimento specifico sugli studi scientifici richiamati, è disponibile la pagina dedicata “Gli Studi”.
Dal punto di vista agronomico, il melo di varietà Annurca ha un portamento ridotto e una produttività naturalmente contenuta rispetto ad altre cultivar internazionali, motivo per cui la sua coltivazione è rimasta circoscritta all’areale IGP campano e non si presta alla produzione industriale su larga scala tipica di altre mele. La raccolta avviene generalmente tra fine settembre e inizio ottobre, quando i frutti sono ancora verdi, per poi passare alla fase del melaio che può durare dalle due alle quattro settimane a seconda delle condizioni climatiche stagionali. Questa lavorazione, interamente manuale, è parte integrante del disciplinare di produzione IGP e rappresenta un patrimonio di sapere agricolo tramandato di generazione in generazione dai coltivatori campani.