La mela Annurca è una cultivar tradizionale della Campania, apprezzata per le proprie caratteristiche organolettiche e studiata per la composizione in polifenoli. Ma è corretto affermare che contenga più polifenoli di qualsiasi altra mela? I confronti sperimentali suggeriscono una risposta più precisa: dipende dalle varietà considerate, dalla parte del frutto e dal metodo analitico.
Quali polifenoli vengono misurati nelle mele?
Con il termine polifenoli si indicano numerose sostanze presenti negli alimenti vegetali. Nelle mele si studiano, fra le altre, acidi idrossicinnamici come l’acido clorogenico, flavanoli come catechina ed epicatechina, procianidine, flavonoli e diidrocalconi. La loro distribuzione non è uniforme: buccia e polpa possono avere composizioni diverse, e i risultati cambiano anche secondo cultivar, maturazione e conservazione.
Per questo «contenuto totale di polifenoli» e «quantità di una determinata procianidina» non sono misure intercambiabili. Un singolo numero non descrive da solo la qualità nutrizionale del frutto, né l’effetto di un estratto commercializzato.
Il confronto del 2021: Annurca, Limoncella, Red Delicious e Golden Delicious
Graziani e colleghi hanno confrontato quattro cultivar in uno studio pubblicato su Antioxidants nel 2021. I ricercatori hanno analizzato buccia, polpa e frutto intero con tecniche di cromatografia e spettrometria di massa e saggi di attività antiossidante. Hanno inoltre simulato in laboratorio alcune fasi della digestione per osservare il rilascio di composti fenolici dalla matrice alimentare.
Il risultato da riportare correttamente è che, nei campioni esaminati, la Limoncella mostrava il contenuto fenolico più elevato e un’elevata attività antiossidante nella polpa e nel frutto intero. La Annurca presentava un profilo interessante, con concentrazioni di diversi composti superiori a quelle rilevate nelle varietà commerciali considerate per specifiche frazioni e misurazioni; non era però la prima in tutte le classifiche.
I dati non permettono di costruire una graduatoria universale delle mele: riguardano frutti selezionati e condizioni sperimentali definite. Anche il confronto fra due risultati pubblicati in anni diversi deve tenere conto dei metodi utilizzati.
Bioaccessibilità: cosa significa dopo una digestione simulata
Lo studio del 2021 ha distinto la quantità di polifenoli presente nel campione dalla bioaccessibilità, ossia dalla frazione resa disponibile nel corso di una digestione simulata. In laboratorio, una parte dei composti può restare associata alle fibre e venire rilasciata in fasi successive della digestione. Anche sotto questo profilo le cultivar si comportavano in modo diverso, con risultati particolarmente evidenti per la Limoncella.
Occorre però non confondere tre concetti: bioaccessibilità in un modello in vitro, effettivo assorbimento nell’organismo umano e beneficio clinico. Una simulazione con enzimi non riproduce integralmente l’intestino umano e il suo microbiota. Da questa prova non deriva, da sola, un’indicazione salutistica utilizzabile per un integratore.
Lo studio del 2013 sulle cultivar tradizionali del Sud Italia
Un precedente articolo di Panzella e colleghi, pubblicato su Food Chemistry nel 2013, aveva analizzato otto cultivar tradizionali dell’Italia meridionale confrontandole anche con Annurca e Gold Chief. I risultati mostravano differenze importanti nella composizione fenolica e nei saggi chimici di attività antiradicalica: diverse cultivar locali avevano valori superiori a quelli osservati nelle varietà usate come riferimento.
Questo secondo lavoro ricorda che l’Annurca non è necessariamente il massimo termine di confronto per ogni famiglia di polifenoli. Le differenze tra cultivar rappresentano un tema di ricerca, non una gara con un vincitore assoluto.
Che cosa si può concludere per il frutto fresco e per gli estratti?
La Mela Annurca Campana IGP è legata a un territorio e a un metodo produttivo specifici. Il nome IGP e la tradizionale fase di arrossamento nel melaio descrivono un’identità agroalimentare; non costituiscono, di per sé, una prova di superiorità clinica. Chi vuole approfondire la filiera può leggere anche il nostro articolo sul disciplinare e sui melai.
Un estratto in capsule non equivale automaticamente al consumo del frutto fresco. Per valutare un prodotto servono composizione, quantità per dose, specifiche di standardizzazione, dati di qualità e studi pertinenti alla formulazione effettiva. Risultati ottenuti su mele fresche o in provetta non autorizzano a dichiarare effetti su colesterolo, glicemia, capelli o altre funzioni dell’organismo per un integratore specifico.
In sintesi, gli studi citati confermano la complessità del profilo polifenolico delle mele e la necessità di leggere insieme varietà, parte del frutto e metodo di analisi. La ricerca sulla Annurca è interessante proprio quando la si descrive con questi limiti, senza promesse che i dati non consentono.
Fonti scientifiche
- Graziani G. e coll. (2021). Assessment of In Vitro Bioaccessibility of Polyphenols from Annurca, Limoncella, Red Delicious, and Golden Delicious Apples Using a Sequential Enzymatic Digestion Model. Antioxidants, 10(4), 541. DOI: 10.3390/antiox10040541.
- Panzella L. e coll. (2013). A reappraisal of traditional apple cultivars from Southern Italy as a rich source of phenols with superior antioxidant activity. Food Chemistry, 140(4), 672–679. DOI: 10.1016/j.foodchem.2013.02.121.
Immagine illustrativa: mela tagliata, fotografia di Louis Hansel / Unsplash. Non rappresenta i campioni sperimentali. Questo articolo è divulgativo e non attribuisce indicazioni salutistiche ad alcun prodotto Noebis.
