
La Mela Annurca non è un frutto qualunque: è una cultivar antichissima, tipica della Campania, protetta oggi dal marchio europeo IGP (Indicazione Geografica Protetta) e oggetto di studi scientifici condotti dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. In questa pagina ripercorriamo la sua storia, dalle origini romane fino al riconoscimento europeo, e spieghiamo perché è la materia prima al centro dei prodotti MELANNURCA di Noebis Pharma.
Le origini romane: “Mala Orcula”
Le testimonianze storiche collocano la presenza della Mela Annurca in Campania da almeno due millenni. Alcuni affreschi rinvenuti negli scavi di Ercolano, in particolare nella Casa dei Cervi, raffigurano mele che gli studiosi hanno associato a questa antica cultivar, a conferma di un legame strettissimo con il territorio della “Campania Felix” già in epoca romana.
Il nome stesso della mela affonda le radici in quell’epoca: secondo quanto riportato da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, il frutto sarebbe originario dell’agro puteolano, l’area intorno a Pozzuoli dove si trova il lago d’Averno, considerato dagli antichi una delle porte degli Inferi (l’Orco). Da qui il nome latino “Mala Orcula”, da cui derivarono nei secoli successivi le forme dialettali “anorcola” e “annorcola”, fino ad arrivare, nel 1876, alla denominazione ufficiale “Annurca” adottata da G. A. Pasquale nel suo Manuale di Arboricoltura.
Il “melaio”: una lavorazione unica al mondo
Una delle caratteristiche che rende la Mela Annurca unica tra le mele coltivate al mondo è il suo metodo di maturazione. Il frutto viene raccolto quando è ancora parzialmente verde e poi disposto a terra, su appositi letti chiamati “melai” (tradizionalmente di paglia o materiali naturali), dove viene periodicamente rigirato a mano per alcune settimane. Questa esposizione uniforme al sole permette alla buccia di sviluppare il caratteristico rossore intenso su tutta la superficie, un processo artigianale che si tramanda da generazioni tra i produttori campani e che contribuisce alla concentrazione dei polifenoli nella buccia e nella polpa.
Il riconoscimento IGP
Nel marzo 2006 la denominazione “Melannurca Campana” ha ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il disciplinare di produzione definisce con precisione l’area di coltivazione, che comprende 137 comuni distribuiti nelle cinque province della Campania (Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento), e stabilisce i criteri di raccolta, maturazione a terra e calibro minimo che un frutto deve rispettare per fregiarsi di questo marchio.
Gli studi scientifici dell’Università Federico II di Napoli
Negli ultimi anni la Mela Annurca è diventata anche oggetto di ricerca scientifica. Il Consorzio di Tutela Melannurca Campana IGP ha attivato collaborazioni con il Dipartimento di Farmacia e con il Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II per approfondirne le proprietà. Tra i risultati pubblicati figurano ricerche sull’attività antiossidante dei polifenoli della buccia a livello delle cellule epiteliali gastriche, oltre a uno studio su un campione di persone sane con lieve ipercolesterolemia a cui è stato chiesto di consumare quotidianamente due mele Annurca per 8 settimane, osservando variazioni nei livelli di colesterolo totale, LDL e HDL. Per l’elenco completo delle fonti scientifiche a cui facciamo riferimento, rimandiamo alla pagina Gli Studi.
È proprio su questo patrimonio botanico e scientifico che Noebis Pharma ha costruito la linea MELANNURCA: un estratto concentrato ricavato dalla Mela Annurca IGP, pensato per chi desidera un supporto naturale al proprio benessere quotidiano. Per saperne di più su come lavoriamo la materia prima, visita la pagina Chi Siamo, oppure scopri i nostri prodotti nella pagina del negozio.
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